JUST MAKE IT – Siamo tutti produttori

Artigianato digitale; community di makers; consumo produttivo: il diffondersi degli strumenti di produzione ha assottigliato le barriere fra produttori e fruitori di contenuti, beni e servizi. Nell’età dell’informazione il terreno sul quale si sviluppa il grande gioco dell’innovazione è quello delle relazioni sociali.

Ancor più che disporre degli strumenti utili, per produrre qualcosa di innovativo è fondamentale creare attorno a ciò che si vuole offrire una comunità appassionata, dialogare con essa e coinvolgerla attivamente. È il caso del crowdfunding, ma anche del nuovo modo di comunicare fra aziende e consumatori.

Le persone sono sempre più coinvolte in tutte le fasi processo d’acquisto: le aziende le interpellano nelle fasi di sviluppo dei prodotti, consentono loro di personalizzare il prodotto e di farlo proprio. Allo stesso tempo i consumatori diventano brand ambassador e arricchiscono i prodotti di significati sui feed dei propri social media.

Artigianato su vasta scala

In un simile contesto artigianato e produzione industriale si rinnovano e contaminano a vicenda. L’imperfezione diventa un valore aggiunto, testimonianza del processo creativo e del lavoro umano che sta dietro il prodotto finito.

Una tendenza sempre più diffusa anche nell’arredamento di interni, dove il perfezionismo industriale che ha dominato per decenni sta cedendo diversi spazi a prodotti contraddistinti da una grezza raffinatezza.

Come sempre le prime avvisaglie dei cambiamenti sociali possono essere individuate nelle opere dei grandi artisti. La contaminazione fra artigianale e industriale è stata anticipata, ad esempio, dal lavoro di Robert Rauschenberg, al quale il TATE Museum di Londra ha dedicato una mostra a cavallo fra il 2016 e il 2017.

Il genio espressionista americano, precursore della Pop Art, per sei decenni ha lavorato in quello che definiva il “buco tra arte e vita”: la sua è una delle più interessanti analisi delle differenze fra oggetti quotidiani e oggetti d’arte.

Creatore e fruitore sono i veri protagonisti del suo lavoro: attraverso l’impiego di elementi riproducibili su larga scala nelle proprie opere ha tolto l’arte dal piedistallo, e utilizzando oggetti d’uso comune nelle proprie opere ne ha rivalutato la dignità, affermando che ogni oggetto esprime un diverso significato a seconda del contesto in cui viene collocato.