Bastano pochi numeri per dare un’idea dell’importanza e della portata del Cersaie.

Da 35 anni rappresenta uno dei più importanti appuntamenti fieristici del panorama architetturale.

L’esposizione bolognese ogni anno ospita espositori e visitatori provenienti da tutto il mondo, e offre uno specchio dell’innovazione nel campo della produzione ceramica e dell’arredo bagno.

Il Cersaie è nato nel 1983, durante uno dei periodi più difficili per l’industria ceramica italiana, per rispondere all’esigenza di dare uno spazio e incentivare le relazioni tra produttori e distributori.

Sin da subito si è contraddistinta come una fiera dal carattere internazionale, capace di convogliare 80 mila visitatori alla sua prima edizione.

 



Ripercorrere i 35 anni del Cersaie equivale a ripassare la storia recente dell’architettura internazionale: pur avendo un carattere prevalentemente commerciale, infatti, il Cersaie ha rappresentato un terreno fertile per la creatività di alcuni fra i più importanti creativi contemporanei.

Lo ha fatto attraverso le conferenze, tenute da professionisti del calibro di Odille DecqNorman Foster, Álvaro Siza e Massimiliano Fuskas, e lavori creativi, con la realizzazione del manifesto, affidata, fra gli altri, al tre volte compasso d’oro Ettore Sottsass, e al Premio Pritzker Toyo Ito.

 

 



Studiando la comunicazione e promozione della Fiera, curata da Edi.Cer., è possibile rendersi conto di come l’impiego della ceramica si è evoluto negli anni. I professionisti ai quali è stato commissionato il manifesto sono stati in grado, infatti, di rappresentare il ruolo che le soluzioni per pavimenti e rivestimenti avevano nel panorama architetturale in quel determinato periodo storico.

Le locandine hanno iniziato a essere affidate a professionisti e nuove leve del mondo del design nel 2000, quando, in continuità con il clima di ottimismo verso il futuro che ha contraddistinto il passaggio al nuovo millennio, il fondatore del gruppo Memphis Sottsass ha fatto “convergere di cinque piani fluttuanti in un contesto privo di tempo e di riferimenti, che si avvicinano fino a creare una dimensione che comprende il passato e che porta al futuro”.

Sette anni più tardi Toyo Ito, in occasione del 25° anniversario dell’esposizione, ha offerto una sua interpretazione dell’architettura contemporanea e della sua rinnovata capacità di imitare i sistemi naturali, in contrapposizione alle griglie omogenee che hanno contraddistinto il ventesimo secolo. L’anno successivo Thom Mayne ha voluto esaltare l’innovazione del comparto ceramico, dedicando il manifesto alla fluidità delle forme.

Dal 2010 il manifesto dell’evento è stato affidato ai nuovi talenti del design italiano, attraverso concorsi e iniziative che hanno coinvolto alcuni dei più importanti istituti di formazione nazionale. Questa strada ha portato alla realizzazione di manifesti dall’alto valore comunicativo, come quello che nel 2014 ha celebrato il rapporto fra l’uomo e la ceramica, realizzato dalla giovane designer Valentina Algeri.

In 35 anni il Cersaie ci ha raccontato la storia contemporanea della ceramica, con protagoniste le aziende leader del mercato e le figure di spicco dell’architettura mondiale. Nei suoi capitoli abbiamo incontrato innovazioni e novità capaci di rendere il racconto avvincente, e non vediamo l’ora di partecipare al prossimo!