Bastano pochi numeri per dare un’idea dell’importanza e della portata del Cersaie.

Una semplice anagrafica racchiude quella che rappresenta da 35 anni uno dei più importanti appuntamenti fieristici per l’architettura internazionale.

Cersaie, infatti, nasce nel 1983 per offrire a produttori e distributori del mondo ceramico uno spazio dove incontrarsi e per incentivare i rapporti commerciali.

Sebbene si trattasse di un periodo difficile per il settore, la kermesse bolognese riesce a esordire richiamando fin dalla sua prima edizione 80 mila visitatori.

Un dato di rilievo che sottolinea fin da subito la sua importante missione: porsi quale vetrina privilegiata internazionale dove è possibile esporre e condividere idee e soluzioni per la progettazione contemporanea.

Oggi, con più di 111 mila presenza, Cersaie conferma la sua leadership nell’ambito delle kermesse di settore e diventa punto di riferimento per architetti, designer e progettisti di tutto il mondo.



Ripercorrere i 35 anni del Cersaie equivale a ripassare la storia recente dell’architettura internazionale: infatti, pur avendo un carattere prevalentemente commerciale, il Cersaie ha rappresentato un terreno fertile per l’estro di alcuni fra i più importanti creativi di tutti i tempi.

Lo ha fatto attivando numerose iniziative, programmi culturali; lo ha fatto organizzando conferenze con lectio magistralis tenute da professionisti del calibro di Renzo Piano, David Childs, Hans Hollein, Kazujo SejimaGlenn Murcutt, Eduardo Souto de Moura, Rafael Moneo, James Stirling, Odile Decq, Norman FosterShigeru Ban, Álvaro Siza, Tom Mayne e Massimiliano Fuskas. Lo ha fatto anche coinvolgendo attivamente il pubblico attraverso percorsi progettuali che hanno visto la realizzazione del manifesto affidata, fra gli altri, al tre volte compasso d’oro Ettore Sottsass e al Premio Pritzker Toyo Ito.



Era il 2000 quando le locandine hanno iniziato a essere affidate a professionisti e a nuove leve del design: Ettore Sottsass, fondatore del gruppo Memphis, valorizzò il clima di ottimismo del nuovo millennio facendo “convergere cinque piani fluttuanti in un contesto privo di tempo e di riferimenti, che si avvicinano fino a creare una dimensione che comprende il passato e che porta al futuro”.

Sette anni più tardi Toyo Ito, in occasione del 25° anniversario dell’esposizione, ha offerto una sua interpretazione dell’architettura contemporanea e della sua rinnovata capacità di imitare i sistemi naturali, in contrapposizione alle griglie omogenee che hanno contraddistinto il ventesimo secolo.

L’anno successivo Thom Mayne ha voluto esaltare l’innovazione del comparto ceramico, dedicando il manifesto alla fluidità delle forme.

Dal 2010 il manifesto dell’evento è stato affidato ai nuovi talenti del design italiano, attraverso concorsi e iniziative che hanno coinvolto alcuni dei più importanti istituti di formazione nazionale. Questa strada ha portato alla realizzazione di manifesti dall’alto valore comunicativo, come quello che nel 2014 ha celebrato il rapporto fra l’uomo e la ceramica, realizzato dalla giovane designer Valentina Algeri.

È dunque evidente, studiando la comunicazione e promozione della Fiera curata da Edi.Cer., come l’impiego della ceramica si è sia evoluto negli anni. Ogni professionista al quale è stato commissionato il manifesto è stato in grado, infatti, di rappresentare il ruolo che le soluzioni per pavimenti e rivestimenti avevano nel panorama architetturale in quel determinato periodo storico.

Con loro, Cersaie ha fino a oggi raccontato 35 anni di storia contemporanea della ceramica, con protagoniste le aziende leader del mercato e le figure di spicco dell’architettura mondiale. Una storia ricca di capitoli avvincenti e pieni di innovazioni, una storia che continua a crescere quotidianamente, a essere alimentata con creatività e spirito d’iniziativa e che attendiamo di vivere nuovamente da protagonisti il prossimo anno.