Continua il nostro viaggio alla scoperta dell’architettura londinese! Dopo averne scoperto gli stili principali, andiamo a raccontare i personaggi e le opere che hanno reso la capitale britannica un museo internazionale dell’architettura!



Sono tanti i nomi che hanno contribuito, nei secoli, a rendere grande il nome di Londra nel panorama architetturale. Attraverso le loro opere hanno lasciato l’eterogenea e affascinante varietà di stili che anima la capitale britannica, rendendola un luogo unico al mondo.

Una varietà che trova le sue basi nell’età medievale, che vede come massimo esponente il prolifico Henry Yevele, che curò l’ampliamento del complesso reale di Westminster e della Torre di Londra.

Fra i più prolifici architetti londinesi va citato Inigo Jones, eclettico (lavorò anche come scenografo e customista) pioniere dell’architettura rinascimentale inglese che, dopo aver studiato architettura in Italia, nel XVII secolo realizzo la Queen’s House di Greenwich e progettò il quartiere di Covent Garden, la cui piazza (la prima londinese dalle forme regolari) fu ispirata dalla Piazza Grande di Livorno.

Nel 1666, pochi anni dopo la morte di Jones, il “grande incendio” distruggerà buona parte degli edifici londinesi. In questi anni si afferma l’architetto Christopher Wren, un importante studioso di matematica e astronomia, di nobile discendenza, che curò il rifacimento della maggior parte delle chiese distrutte. La sua opera principale è la Cattedrale di St. Paul, dove è conservata la sua salma.

Ci spostiamo di oltre un secolo per fare la conoscenza di Charles Barry, il progettista del più noto edificio in stile vittoriano al mondo: il parlamento del Regno Unito Palazzo di Westminster, la cui impostazione classica, sposata al gusto gotico dell’epoca, campeggia su tutte le cartoline smistate dagli uffici postali della city.

Spostandoci ai giorni nostri, l’architetto che ha lasciato maggiori testimonianze nella capitale inglese è senza dubbio Norman Foster, che ha portato l’architettura High-Tech a Londra con alcuni dei più noti edifici: dal Gherkin (30 St Mary Axe) che con la sua forma inusuale anima lo skyline londinese, al London City Hall, che affascina chi attraversa il Tamigi Tower Bridge dal Tower Bridge all’aeroporto di Stanford.

Non può non essere menzionata l’irachena Zaha Hadid, che si trasferì a Londra nel 1972 per avviare la propria formazione in architetturà e fondò qui il suo studio nel 1980. Fra le tracce lasciate a Londra troviamo il London Acquatics Centre.





Parlando degli stili principali e dei più importanti nomi dell’architettura londinese abbiamo scoperto alcune delle meraviglie che andrebbero sempre inserite in un programma di una vacanza a Londra.

Ve ne sono altri però quattro che, per via delle loro peculiarità, meritano di essere citati nella nostra breve guida all’architettura londinese.



Il Bridge of Aspiration della Royal Ballet School, a Covent Garden, rappresenta per i ballerini un canale diretto verso la Royal Opera House. Disegnato da WilkinsonEyre è composto da 23 portali quadrati che variano gradualmente il proprio orientamento, dando forma a una struttura che richiama l’eleganza e la sinuosità della danza.

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Realizzato nel 2012 su un progetto di Renzo Piano, lo Shard è il grattacielo più alto del Regno Unito, e il terzo grattacielo più alto d’Europa. Totalmente rivestito in vetro ricorda una guglia alta e sottile, e sorge vicino al Tower Bridge. Per il suo disegno Renzo Piano ha preso ispirazione dai binari ferroviari che sorgono in quell’area e da un serbatoio idrico a torre rappresentato dal Canaletto in una sua illustrazione dello skyline londinese nel XVIII secolo.



Le Paternoster Square Vents sono dei condotti per l’areazione dal design avveniristico. Ribattezzate dai londinesi Angel’s Wings, le ali dell’angelo, sono state progettate dal designer Thomas Heatherwick e permettono di raffreddare una sottostazione elettrica sotterranea. Si trovano nei pressi della Cattedrale di St. Paul.

#PaternosterVents #ThomasHeatherwick #PaternosterSquare #London

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Time lapse from the balcony

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Il Barbican Estate è la più nota e importante rappresentazione del Brutalismo britannico: il movimento architettonico sviluppatosi fra gli anni ’50 e ’70 del ventesimo secolo, che vede l’esaltazione del materiale grezzo e la realizzazione di edifici con facciate in cemento armato a vista. Il complesso occupa 140.000 metri quadri ed è stato disegnato dagli architetti Chamberlin, Powell e Bon e realizzato fra gli anni ’60 e ’70.